Morgantina

Geoarcheologia della città in epoca greco-romana

La presente guida, la prima della collana “Guide Geoarcheologiche d’Italia”, si basa sui risultati di pluriennali ricerche multidisciplinari e, pur non tralasciando la rigorosità scientifica della trattazione, si prefigge anche finalità divulgative. In tal senso, l’opera è rivolta non solo agli studiosi e ai cultori della materia, ma a quanti, turisti o semplici curiosi, fossero interessati a scoprire e/o approfondire le conoscenze del meraviglioso sito archeologico di Morgantina, secondo una chiave di lettura inusuale, cioè: quella geoarcheologica. L’approccio è retrospettivo e al contempo prospettico, nella misura in cui si riporta indietro l’orologio dell’insediamento Greco-Romano fino a prima della sua fondazione, lasciando poi che gli eventi storici e naturali, facendo il loro corso, proiettino fino ai nostri giorni degli scenari, oggi già tristemente percepibili e troppo angoscianti per essere supinamente accettati. Le fonti storiche narrano di Morgantina come una città che è stata per secoli un riferimento economico, culturale, religioso e socio-politico nel mondo greco siciliano. Tuttavia, proprio quando essa è al culmine del suo splendore, comincia inesorabile il declino che la condurrà alla scomparsa dalla scena del nascente Impero Romano. Le cause dello spopolamento e dell’inspiegabile scomparsa della città intorno al 25-50 d.C., come attestato anche dallo storico e geografo greco Strabone, sono state individuate e validate attraverso l’incrocio fra dati geologici, climatici, storici e archeologici. Alcuni resti archeologici dell’edificato e/o le loro modificazioni nel tempo, se considerati fuori dal loro contesto temporale e geologico, sembrano fornire indicazioni contrastanti sugli ultimi due secoli di vita della città. Gli stessi, invece, se inquadrati alla luce dell’evoluzione geoarcheologica dell’area, sono fortemente congruenti tra loro e trovano riscontro nell’evidente capacità degli abitanti di Morgantina di percepire situazioni ambientali non convenzionali, quali l’instabilità del territorio, il cambiamento climatico e il forte depauperamento delle risorse idropotabili e, in qualche modo, nel loro tentativo di fronteggiarle con soluzioni tecniche, anche particolarmente ingegnose.